I cereali e i legumi costituivano la base dell’alimentazione nell’area vesuviana durante il I secolo d.C. e venivano impiegati nella produzione di pane, polente e zuppe. In questa vetrina sono esposti i cereali più comuni tra i resti botanici carbonizzati provenienti da Ercolano: il farro medio (1), noto comunemente come farro (Triticum dicoccum), e l’orzo (Hordeum vulgare). Quest’ultimo è stato rinvenuto, nel caso in esame, mescolato a semi di farro all’interno di una piccola olletta (2), a testimonianza dell’uso combinato di più specie nelle preparazioni alimentari.

Il termine “grano”, sinonimo di frumento, comprende diverse specie del genere Triticum.  Secondo Plinio nel I secolo d.C. in Italia erano coltivati soprattutto il grano tenero (Triticum aestivum), il farro (Triticum dicoccum) e il grano duro (Triticum durum). A Ercolano abbiamo solo il farro medio, diffusamente coltivato in Italia, di origine medio-orientale, rustico e resistente al freddo. Il suo nome è all’origine del termine “farina”.

L’orzo coltivato (Hordeum vulgare), altro cereale estremamente rustico, era destinato anche alla produzione di birra già nell’antico Egitto. A questi si aggiunge il miglio (3 – Panicum miliaceum), qui rappresentato da esemplari ritrovati lungo il lato nord-est del Decumano Massimo di Ercolano.

I legumi rappresentavano invece una fonte fondamentale di proteine vegetali e contribuivano a bilanciare la dieta romana. Tra i più comuni, ritrovati nelle case ed esposti in questa vetrina, vi è il favino (4 – Vicia faba var. minor), una varietà antica di fava oggi non più utilizzata per l’alimentazione umana, ma molto consumata in epoca romana e in epoche storiche precedenti. Il reperto esposto è stato ritrovato in una piccola cesta carbonizzata nella Casa del Tramezzo di legno.

Il modio (5) in bronzo, qui esposto, era uno strumento utilizzato per misurare i cereali. Di forma troncoconica, corrispondeva a un’unità di misura per gli aridi pari a un terzo di un’anfora, circa 8,6 litri. Questo particolare modio proviene da una bottega con abitazione (V, 17), testimonianza concreta dell’attività commerciale e domestica legata alla lavorazione e alla distribuzione dei cereali.