Quadretto con affresco che raffigura, in un campo azzurro-rosato, su un piano marrone ornato da alghe stilizzate, un’elegante composizione di pesci dalle tonalità giallo-marrone, vivacizzati da riflessi bianchi.
Due di essi, sovrapposti a formare una croce, innalzano le code verso l’alto, mentre una sinuosa murena, con il corpo arcuato, domina la scena sovrastando un grosso pesce dalla bocca spalancata.
Nonostante la presenza di vegetazione e di pesci freschi, l’opera non ricerca la fedeltà naturalistica, bensì si inserisce in un raffinato linguaggio decorativo, adoperando schemi iconografici più decorativi che naturalistici.
Rimosso dal suo contesto originario nel corso degli scavi settecenteschi voluti da Carlo III di Borbone, l’affresco è oggi custodito al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
