Indentificato come come “fornello” da Amedeo Maiuri, il reperto proviene dalla cosiddetta Bottega V, un ambiente commerciale che faceva parte della celebre Casa del Bicentenario. Questo spazio, articolato su più livelli con retrobottega e stanze abitative al piano superiore, restituì un significativo insieme di materiali legati all’attività quotidiana, tra cui un dolio e un armadio colmo di vasellame.

Il c.d. fornello era destinato verosimilmente alla cottura degli alimenti.

Accanto ad esso si trova una pregevole caldaia in bronzo con coperchio, rinvenuta nella Casa del Colonnato Tuscanico, una domus di chiara vocazione commerciale affacciata sul Decumano Massimo.

Il reperto si distingue per la sua forma solida e funzionale. Il corpo è cilindrico e si restringe verso il fondo, ideale per poggiare su un treppiede di ferro all’interno di un focolare.

Il coperchio, anch’esso in bronzo, è mobile e si inserisce perfettamente sul collo della caldaia. La parte più sorprendente è l’ansa decorativa posta sulla sommità, composta da due delfini stilizzati raffigurati nell’atto di tuffarsi, con le code sollevate e unite a formare un occhiello triangolare. Questo particolare dettaglio era probabilmente pensato per agganciare una catena, come suggeriscono confronti con altri reperti simili. Sopra l’occhiello si trova una presa a cupoletta finemente decorata da incisioni, utile per sollevare il coperchio.

L’intera ansa è arricchita da incisioni a forma di “V” e da sottili linee che raffigurano la pelle e le branchie dei delfini, aggiungendo un tocco artistico a un oggetto altrimenti destinato all’uso quotidiano.

Fornelli, contenitori per l’acqua calda e recipienti destinati alla conservazione delle derrate alimentari rappresentavano elementi imprescindibili dell’arredo nelle botteghe dedicate alla preparazione, vendita e consumo di cibi e bevande. A questi si affiancavano frequentemente banconi in muratura e strutture espositive – spesso articolate su uno o più livelli e rivestite con eleganti lastre di marmo – che univano praticità e senso estetico, contribuendo a caratterizzare l’ambiente commerciale.

Tali soluzioni d’arredo erano ampiamente diffuse nelle botteghe di Ercolano, dove circa un quarto delle attività economiche identificate risultano legate al settore alimentare e della ristorazione.