Questo affresco parietale, proveniente dalla città antica e attualmente conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, offre uno spaccato della vita quotidiana attraverso una vivace rappresentazione di alcune specie di pesci.

Su uno sfondo verde-rosato, al centro della composizione, due triglie parzialmente sovrapposte proiettano ombre lunghe e affusolate, conferendo profondità alla scena. Ai lati, alla stessa altezza, si distinguono due seppie, mentre nell’angolo estremo a destra emerge un murice. 

La disposizione a parallelepipedi delle figure suggerisce una composizione stilizzata che non ha l’intento di riprodurre la fauna marina nel suo ambiente naturale, ma piuttosto di esaltare la bellezza e il realismo dei prodotti della pesca, simbolo di benessere e cultura.

La cromia uniforme dell’opera rinforza questa interpretazione, escludendo la rappresentazione naturale degli elementi marini.

Le frequenti raffigurazioni di tale genere nelle abitazioni pompeiane ed ercolanesi, non solo in sale destinate ai banchetti, ma anche in ambienti come il tablinum (stanza privata del proprietario) o il peristilium (giardino porticato), testimoniano l’importanza di questi soggetti nel conferire prestigio e raffinatezza alla dimora.