In questa vetrina sono esposti alcuni esemplari di pani e focacce rinvenuti a Ercolano.
La tipologia più comune di pane era di forma rotonda, leggermente appiattita, con incisioni radiali sulla superficie che ne facilitavano la suddivisione in porzioni regolari.

La forma più attestata nell’area vesuviana è quella suddivisa in otto spicchi (1), da cui deriva il nome panis quadratus: il termine quadra, infatti, si riferiva al processo di suddivisione della pagnotta prima in due metà, poi in quattro parti.

Giunti sino a noi quasi integri sono due esemplari di  pani suddivisi in sei spicchi: uno proviene dalla Casa dell’Ara Laterizia (2), l’altro dall’area della Palestra (3).

In età romana era consuetudine imprimere sulle pagnotte dei bolli rettangolari, probabilmente utilizzati per indicarne l’origine o il proprietario. Il pane, infatti, veniva spesso impastato in ambito domestico e successivamente cotto nei forni pubblici, numerosi nei centri vesuviani. Su uno degli esemplari, proveniente dalla Casa dell’Ara Laterizia, è ancora visibile un bollo con le lettere “VM”, chiaramente leggibili ma di significato non ancora accertato.

Particolarmente interessanti sono anche le focacce (3 – 4), piccole, circolari e simili a gallette. Presentano una forma concava e un foro centrale, probabilmente legate da un cordino, oggi perduto. Verosimilmente cotte in stampi, mostrano sulla superficie decorazioni geometriche e motivi vegetali. Tre gruppi di queste focacce sono stati rinvenuti impilati lungo il piano stradale del Decumano Inferiore, probabilmente esposti in vendita nei thermopolia, le antiche botteghe di cibo da strada.